Calcolo giorni fertili

Vorresti un figlio? Stai facendo di tutto per averlo ma non ci riesci? Può darsi che tu sbagli a calcolare i giorni fertili. E, con questo approfondimento, ti aiuteremo a farlo al meglio.

La prima fase

Purtroppo dovrai leggere anche qualche nome più tecnico. Ma preferiamo essere precisi, in modo da non sbagliare. La fase fertile comincia con ciò che viene chiamata pre-ovulazione.

In pratica, l’ipofisi si dà da fare per produrre le gonadotropine. A loro volta, queste ultime danno il via allo sviluppo dei follicoli, cioè, praticamente, gli involucri al cui interno ci sono gli ovuli.

In parallelo, c’è un incremento della produzione di estrogeni, che aumentano la mucosa uterina. Una crescita di quest’ultima che viene stoppata quando c’è l’ovulazione.

Circa quattordici giorni prima della mestruazione che ci sarà, l’ipofisi comincia già produrre la Lh, che sta per orome luteinizzante. Questo ormone romperà il follicolo, in modo che l’ovulo può essere tranquillamente fecondato.

Quanto dura la fertilità

Una volta che l’ovulo è uscito, ci son oi resti del follicolo ‘da sistemare’. Da questi ultimi nasce il corpo luteo, che a sua volta produce ciò che viene chiamato progesterone, un ormone femminile di notevole importanza. Questa è la fase dell’ovulazione, che dura un giorno. O, se preferisci, 24 ore.

Ma, attenzione, ciò non vuol che tu abbia solo un giorno per restare incinta. Gli spermatozoi, infatti, vivono tra i 3 i 4 giorni all’interno dell’apparato genitale femminile (a seconda della ‘potenza’ dello spermatozoo).

In soldoni, possiamo dire che si è particolarmente fertili 5 giorni al mese. Ma, comunque, i rapporti sessuali senza protezione che avvengono negli altri giorni del mese possono anche essere ‘fertili’. Certo, la percentuale è nettamente minore rispetto al periodo ‘incriminato’. Però non vuol dire che si è completamente ‘immuni’.

Ovviamente, però, le percentuali salgono notevolmente nella fase pre-ovulatoria. Oppure quelli prima dell’ovulazione e il giorno in cui l’ovulo scende nella tuba. Ciò avviene due settimane prima della mestruazione. Anche se una mano devono darla anche gli spermatozoi, i quali devono essere abbastanza ‘resistenti’ da non ‘disattivarsi’ nel giro di qualche ora.

Come calcolare i giorni fertili

Eccoci, quindi, giunti al calcolo dei giorni fertili. Come abbiamo scritto precedentemente, il periodo fertile è il 14esimo giorno prima della mestruazione. Che avviene, solitamente, ogni 28 giorni.

E abbiamo spiegato anche il perché. Ma non è tutto così liscio (altrimenti non ci sarebbero problemi): la situazione è un po’ più complessa. Il motivo è molto semplice: non tutte le donne hanno un ciclo regolare di 28 giorni.

Già, e come fare? La soluzione è questa: ci si deve sempre rifare ai 14 giorni prima. Sia che il ciclo è più lungo, che più corto. Indipendentemente da tutto. Certo, sapendo che è irregolare è impossibile stabilire il giorno preciso. Ma, tutto sommato, è possibile fare una media e calcolare almeno il periodo della fertilità.

Ma, oltre ad andare ‘a senso’, è possibile anche controllare il muco cervicale. È praticamente una sostanza che aumenta non appena si avvicina l’ovulazione. In teoria, il suo compito sarebbe proprio quello di favorire il concepimento. In questi casi, la donna se ne può accorgere poiché ci sono perdite biancastre abbastanza fluide. Più questo momento è ‘intenso’, e più la fertilità è elevata.

Ci sono, inoltre, diversi programmi che ti dicono qual è il tuo periodo fertile. Ovviamente, essendo abbastanza schematici, possono cadere in qualche errore. Il ‘segreto’ è quello di conoscere e leggere bene il proprio corpo, in modo da non sbagliare e avere gravidanze indesiderate. O, all’opposto, provare a fare un figlio e allargare la propria famiglia. Dipende tutto da ciò che si vuole.

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