Gli effetti negativi della televisione sui bambini

La televisione è una parte importante della vita di ogni bambino. I più piccoli vivono un’esperienza coinvolgente attraverso la televisione, trascorrendo momenti di puro intrattenimento, magari in compagnia dei supereroi preferiti.

Purtroppo, non è tutto rose e fiori; gli effetti negativi della televisione sui bambini, infatti, sono una materia dibattuta ormai da molti anni da psicologici, pediatri e altri esperti di comportamenti infantili che desiderano mettere in guardia i genitori sull’utilizzo distorto della TV da parte dei minori.

Soglia di età critica

Una parte considerevole del tempo quotidiano dei bambini viene trascorsa davanti alla TV e questo, a lungo andare, può determinarne la personalità e l’atteggiamento.
Se da un lato, infatti, il giusto tipo di programmi televisivi infonde consapevolezza sociale e ambientale nei bambini, promuovendone anche lo sviluppo sociale, emotivo e cognitivo in modo olistico, dall’altro è innegabile che la visione di programmi non particolarmente indicati per una mente in rapida crescita possa causare problemi anche seri.
L’età media in cui i bambini iniziano a guardare la Tv è sempre più bassa; si stima che oltre il 40% dei bambini tra i 4 e 6 anni guardi abitualmente circa 3 ore di televisione al giorno. La soglia di età critica, dunque, è riconducibile a quella fascia di età che va dal periodo prescolare al periodo della scuola elementare.

Trance, sviluppo cerebrale, obesità, violenza e dipendenza

Secondo una recente indagine, il semplice atto di accendere la TV può rappresentare un pericolo per quanto riguarda lo sviluppo armonico a livello fisico e mentale dei più piccoli.

Lo studio ha esaminato l’impatto di diversi comportamenti che i bambini svolgono da seduti (guardare la televisione, giocare ai videogiochi, scrivere al computer, sedersi a tavola, etc) e ha scoperto che guardare la TV è l’atteggiamento maggiormente associato all’obesità giovanile.

L’utilizzo quotidiano e prolungato della TV da parte dei bambini, può anche generare altri tipi di problematiche, come ad esempio:

  • Tendenza all’asocialità: i bambini che trascorrono troppo tempo davanti alla televisione possono perdere alcuni dei momenti più belli della loro vita. Un ragazzino che passa troppo tempo a guardare la TV, potrebbe perdere l’occasione di dedicarsi ad attività più produttive, come socializzare con gli amici, fare i compiti, giocare all’aperto e fare sport.
  • Mancanza di competenze linguistiche: questa problematica si applica soprattutto ai bambini di età inferiore ai due anni. Il cervello dei bambini è in piena fase di sviluppo prima dei due anni; questo spinge a pensare che, proprio in quel lasso di tempo, sia possibile influenzare l’apprendimento linguistico ed emotivo. Il fatto di lasciare un bambino di pochi anni a stretto contatto con la TV, può favorire una sorta di “sonnolenza” linguistica, in quanto il bambino sarà propenso ad assimilare solo le parole che è solito udire nei programmi da lui osservati.

Consigli per i genitori

Per quanto possa a volte essere un compito arduo, è importante che i genitori monitorino in maniera costante l’utilizzo che i figli fanno della TV il cui uso non dovrebbe mai superare i 60 minuti al giorno. Inoltre, per i più piccoli, è necessaria la costante presenza di un adulto per evitare che il

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