Lavoro online per mamme disoccupate

Come reinventarsi dopo il parto

Conciliare lavoro con la maternità non è una cosa semplice. Quando nasce un figlio spesso ci ritroviamo di fronte a un bivio: da un lato la necessità di realizzarci professionalmente ed economicamente, dall’altra il bisogno di dedicare tempo e cure al nascituro. 

Non solo da neomamme veniamo messa a dura prova per tutta una serie di ragioni anche emotive, ma spesso e volentieri siamo costrette a rinunciare al lavoro dopo la nascita del figlio, vuoi perché non ci sono strutture adeguate a supportarci in entrambi i ruoli, vuoi perché subiamo proprio un licenziamento o un mancato rinnovo del contratto.

Cosa fare allora? In questo articolo esaminiamo una serie di opportunità che ci permettono di reinventarci professionalmente e di conciliare il lavoro e il tempo per avere cura del nostro figlio, senza dimenticarci di noi stesse.

  • Divieto di licenziamento in gravidanza
  • Agevolazioni per mamme senza lavoro
  • Mamme imprenditrici: inventarsi il lavoro

Divieto di licenziamento in gravidanza

Le mamme che perdono il lavoro per licenziamento o per mancato rinnovo del contratto hanno diritto a un sostegno economico da parte dello Stato. Vogliamo però precisare che non è possibile licenziare una lavoratrice durante lo stato di gravidanza, in particolare non è possibile licenziare una lavoratrice in gravidanza nei 300 giorni antecedenti la data presunta di parto, anche se la lavoratrice stessa non era a conoscenza della maternità, e fino a un anno di vita del bambino.

Gli unici casi in cui è ammissibile dalla legge il licenziamento nei confronti di una donna in gravidanza è se si tratta di un licenziamento per giusta causa- che andrà opportunamente motivato- cessazione dell’attività dell’azienda oppure per mancato superamento del periodo di prova. 

Se una donna in stato di gravidanza dovesse subire il provvedimento di licenziamento al di fuori delle suddette motivazioni il licenziamento è nullo e la lavoratrice ha diritto al reintegro sul posto di lavoro, il risarcimento del danno con il pagamento delle retribuzioni maturate nel frattempo e la lavoratrice ha anche il cosiddetto diritto di opzione, può cioè scegliere di non rientrare sul posto di lavoro- dato che il rapporto di lavoro risulta compromesso nella maggior parte dei casi e ha  così diritto a un’indennità pari a 15 mensilità.   

Vediamo ora quali sono le agevolazioni per mamme disoccupate.

Agevolazioni per mamme senza lavoro

Se una mamma si trova senza lavoro, per licenziamento per giusta causa o per scadenza del contratto di lavoro, ha diritto a percepire l’indennità Naspi. L’indennità Naspi inizia a decorrere dal momento in cui la lavoratrice ha percepito per intero l’indennità di maternità obbligatoria. 

Inoltre le neomamme hanno diritto sia al cosiddetto Bonus mamme domani o Premio nascita dell’importo di euro 800 a prescindere dalla situazione reddituale o lavorativa. 

Un’ulteriore indennità spetta alle famiglie per ogni figlio nato e si chiama Bonus bebè. Questo assegno di natalità è stato prorogato anche per il 2021. Il bonus viene erogato fino al primo anno di vita del bambino, l’importo varia in base all’ISEE della famiglia, indicativamente si possono ricevere da un minimo di 80 fino a un massimo di 160 euro al mese per il primo figlio, mentre gli importi aumentano del 20% per ogni figlio successivo al primo. 

Mamme imprenditrici: inventarsi il lavoro

Come abbiamo visto in caso di perdita del posto di lavoro subentrano una serie di agevolazioni a sostegno della neomamma, ma cosa fare dopo che la disoccupazione è finita e non vengono più erogati i bonus per il figlio appena nato?

Spesso quando nasce un figlio è difficile sostenere il peso delle responsabilità a cui si va incontro, si sente il bisogno di continuare a realizzarsi professionalmente, ma anche di avere del tempo per se stesse, di creare tempi e spazi per conciliare tutte le nuove esigenze con la necessità di non andare in cortocircuito. Può essere davvero estenuante gestire tutti gli impegni e le nuove responsabilità da mamma. Ecco che allora trovare il modo di reinventarsi professionalmente, di diventare il proprio capo e avere la possibilità di gestire i tempi di lavoro per poterli conciliare in modo più adeguato alle esigenze del nascituro e di noi stesse diventa una soluzione a cui aspirare. 

Certo, reinventarsi professionalmente e diventare imprenditrici non è facile, richiede competenze trasversali, non solo capacità professionali che già si possiedono. Per farlo in modo vincente dovete valutare bene la situazione prima di lanciare una vostra attività, è necessario poi fissare degli obiettivi concreti e fare un piano di azione.

In questo senso chiedere un aiuto di una persona esperta può risultare un ottimo aiuto concreto per realizzare un progetto a lungo termine che vi permetta di lavorare da casa e gestire la vostra attività con i vostri tempi. 

Se il vostro obiettivo è diventare mamme imprenditrici un aiuto può venire da Soulmentor, un progetto a sostegno delle donne che vogliono reinventarsi professionalmente, ma anche vivere al meglio il rapporto con il denaro e le finanze. 

Un’esperta potrà farvi avere una prospettiva diversa se siete alla ricerca di idee di lavoro per mamme e può aiutarvi a implementare una strategia di successo che vi permetta di gestire agevolmente tutte le vostre esigenze personali, professionali ed economiche. 

Conclusioni

Qualunque sia la strada che decidete di intraprendere dopo la nascita del vostro figlio, che sia la ricerca di un lavoro online per mamme o la creazione di un’impresa tutta vostra per gestire al meglio lavoro e figli, ricordate a voi stesse che state facendo il lavoro più importante del mondo e la vostra priorità dovete essere voi stesse e la vostra famiglia.

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