Le punizioni sono veramente efficaci per i bambini?

Quando il nostro bambino combina una marachella, ci troviamo nella condizione di dover fare qualcosa di significativo per fargli capire che quel determinato comportamento non va bene. In questo senso, il metodo che di istinto adoperiamo di più per disciplinare i nostri figli è la punizione. 

Ad ogni modo, parecchi psicologi infantili hanno già sottolineato come l’uso della punizione  non sia efficace nell’educare o disciplinare i figli ed i bambini in generale. La ragione più importante, oltre al fatto di avere diversi effetti collaterali sui piccoli ma anche sui genitori stessi, è che fare ricorso alla punizione non serve ad insegnare qualcosa, quindi non è utile a modificare il comportamento di un bimbo né questo metodo offre lui delle alternative. 

Per tale motivo, è davvero facile che il piccolo decida di compiere nuovamente il gesto inappropriato per il quale abbiamo deciso di intervenire con la punizione.

Una alternativa efficace ed educativa

Chiaramente, abbiamo a disposizione più di una alternativa cui è possibile fare ricorso anzichè  usare le punizioni. Si tratta di alternative sicuramente più efficaci e che ci aiutano a migliorare il rapporto con i nostri bambini e, ovviamente, che fanno in modo questi possano recepire finalmente quel che prima stavamo cercando di comunicargli in maniera non adeguata.

Gli esperti affermano che per prima cosa sia fondamentale riuscire a fare una distinzione tra le conseguenze della marachella e la relativa punizione. Ciò può sembrare scontato e ovvio, ma spesso crediamo di impartire delle regole, senza accorgerci in realtà che queste sono punizioni. La differenza tra le due cose spesso è sottile, e dobbiamo per questo essere bravi a coglierla.

La differenza tra punizione e conseguenza

La punizione è una conseguenza per una cattiva azione o comportamento non adeguato, e quel che trasmette al bambino è che il ricorso alla forza e all’intimidazione sono accettate e si possono adoperare. Inoltre, dobbiamo considerare che una punizione provoca al bambino dolore in alcuni casi, e spesso vergogna e sensi di colpa.

Una conseguenza è invece il risultato diretto che si ottiene da una azione. L’obiettivo di una conseguenza è quello di impartire una lezione che conduca a decisioni positive e dunque all’apprendimento.  Teniamo sempre a mente che una conseguenza è direttamente collegata all’azione.

Le conseguenze naturali e quelle logiche

Le conseguenze naturali sono quelle che emergono in maniera spontanea dalle scelte che adottiamo, anche dalle nostre azioni. Il classico esempio di conseguenza naturale è quello per il quale il bambino dimentica di indossare il grembiule a scuola durante le attività di pittura, la conseguenza naturale è quella di aver sporcato i suoi vestitini.

Le conseguenze logiche sono invece adoperate nel momento in cui non si possono applicare le conseguenze naturali. Ciò di solito implica il negare un qualcosa al bambino o ritardarlo, a causa della marachella che ha combinato.

Come usare le conseguenze

Non adottare una punizione chiaramente non vuol dire che i piccoli non debbano capire che il loro comportamento è stato errato. Se noi siamo stati chiari con il nostro bambino circa quello che dovrebbe essere il comportamento da tenere in una determinata circostanza, è lì che possiamo adoperare le conseguenze nel momento in cui il bambino non fa ciò che avevamo chiesto.

L’obiettivo non è quello di far provare al bambino sensi di colpa o vergogna, ma fare in modo che possa imparare. Quando decidiamo di ricorrere alle conseguenze dunque, in realtà stiamo offrendo al bambino delle opzioni. Il piccolo sa dunque di avere più di una opzione a propria scelta, e chiaramente se sceglierà quella sbagliata dovrà affrontare le relative conseguenze.

Dunque i bambini conoscono già in anticipo quelle che sono le opzioni a loro disposizione, e sanno che la colpa è solo loro se hanno preso una decisione sbagliata che ha avuto come conseguenza un episodio negativo. Per questo motivo diventa fondamentale capire che l’uso delle conseguenze diventa efficace e non punitivo quando:

  • I bambini vengono avvisati in anticipo
  • La nostra reazione non avrà né urla nè rimproveri
  • La conseguenza deve sempre essere collegata ad un comportamento errato

Il classico esempio è quello del bambino che vuole stare a guardare i cartoni animati in TV anche oltre l’orario prestabilito. In questo caso, una delle conseguenze potrebbe essere ad esempio la perdita della possibilità di guardare i cartoni animati anche per la rimanente parte della giornata.

Un altro esempio calzante è quello dei giocattoli che non vengono rimessi a posto dopo l’uso: potrebbero farlo i genitori al posto suo, ma così il bimbo non potrà sapere dove sono stati conservati e dunque la prossima volta potrebbe non giocarci più.

Dunque le conseguenze aiutano i bambini a crescere imparando. Nel momento in cui essi vanno a sperimentare quelli che sono gli effetti delle proprie azioni, hanno la fantastica possibilità di riuscire ad imparare dagli errori e prendere delle decisioni più appropriate per il futuro, migliorando così il proprio comportamento.

Le conseguenze sono un’ottima opportunità anche per i genitori, i quali possono così impartire l’educazione ai figli sulla base dei propri principi e non sulla base di frustrazioni o rabbia del momento.

Conclusioni

Infine sottolineiamo ancora una volta che lo scopo delle conseguenze con i bambini non è quello di far provare loro dolore o vergogna, ma di indurre i piccoli a prendere delle decisioni positive. Solo così i bimbi potranno imparare e comportarsi meglio la volta successiva in cui si troveranno nella stessa situazione, stavolta però facendo la cosa giusta. Questo deve essere l’obiettivo di ogni genitore.

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