Tisane in gravidanza: sì o no?

Una corretta idratazione è alla base della salute del nostro corpo, ancor di più durante la gravidanza in cui il corpo della donna cambia, così come le sue necessità. Questo bellissimo periodo di vita di una donna è, tuttavia, anche molto delicato, quindi bisogna sempre fare attenzione a cosa si ingerisce.

Per quanto riguarda il consumo di bevande è risaputo che non si debbano assimilare bibite gassate o alcolici, ma per quanto riguarda tè e tisane sorgono sempre alcuni dubbi. Infatti, mentre alcune potrebbero procurare benefici e ridurre i sintomi più fastidiosi della gravidanza, altre rischiano di generare effetti collaterali e possono risultare anche pericolose. Vediamole insieme.

Quali tisane scegliere in gravidanza?

    • Per quanto riguarda la nausea, tipica del primo trimestre di gestazione, un’ottima soluzione è lo zenzero che ha buone proprietà digestive e, insieme al limone, riduce la secrezione gastrica e, quindi, la nausea. In questi casi si può consumare la tisana preconfezionata oppure aggiungere qualche fettina accuratamente lavata di zenzero fresco in acqua bollente, insieme al succo di un quarto di limone. Tuttavia, se il fastidio persiste o si arriva al vomito, l’estratto secco di zenzero può risultare più efficace. In caso di dubbi è, comunque, sempre meglio rivolgersi al proprio medico di fiducia e non esagerare mai con le dosi.
    • Soprattutto a causa dei cambiamenti ormonali, l’insonnia è un problema abbastanza comune durante la gravidanza. Per rilassare mente e corpo e conciliare il sonno è consigliabile sorseggiare prima di coricarsi una tisana di valeriana, sola o abbinata ad altre erbe quali, ad esempio, la camomilla, il tiglio e la passiflora. Basta aggiungere qualche cucchiaino di questo mix in acqua bollente e lasciare in infusione per circa 8 minuti.
    • La betulla, grazie al principio attivo della betullina, è utile a contrastare il gonfiore addominale e la ritenzione idrica, tipica della gravidanza. Se ne possono utilizzare le foglie in infusione o, in alternativa, la linfa.
    • Il finocchio stimola la digestione riducendo la formazione di aria nello stomaco e nell’intestino che può provocare crampi e disturbi di vario genere. Sono i suoi semi che possiedono la maggior parte dei principi attivi e hanno proprietà spasmolitiche sedative. Inoltre, i semi di finocchio favoriscono la secrezione lattica, motivo per il quale ne viene consigliato il consumo nel periodo finale della gestazione e durante l’allattamento, con il fine di evitare coliche gassose anche al nuovo nato.
    • La melissa ha un potere antinfiammatorio e rilassante, può attenuare il bruciore dopo i pasti e la stipsi e conciliare il sonno se assunta prima di dormire. Inoltre, aiuta ad eliminare i gas e combatte il senso di pesantezza. Per preparare una tisana di melissa basta lasciare in infusione le sue foglie in acqua bollente per circa 8 minuti.
    • La malva ha proprietà decongestionanti, antinfiammatorie, lenitive ed emollienti. Molto utile in situazioni di stitichezza e cistite che insorgono durante la gravidanza. La tisana si ricava dall’infusione di alcuni fiori di malva in acqua bollente. Accoppiata con i semi di lino può aiutare a riacquistare la propria regolarità.
    • Tra le future mamme è comune un senso di ansia che può sfociare in sporadici episodi di tachicardia. Per ridurli e controllarli può essere efficace una tisana di biancospino che ha proprietà sedative, regola la pressione e migliora la circolazione.

Quali tisane evitare:

La lista di tisane e infusi che non possono essere consumati durante la gestazione è piuttosto lunga e si consiglia sempre di fare riferimento a medici specializzati nel caso di incertezze.

Tale lista comprende: le tisane drenanti i cui principi attivi vengono assorbiti anche dal feto, tutti gli oli essenziali , il ginkgo, il ginseng, l’ortica, la salvia, l’anice, il ginepro, il vischio, l’achilleal’iperico, il partenio, l’artiglio del diavolo, il rabarbaro, il tea tree oil, l’aloe e la liquirizia (a eccezione di piccole quantità come, ad esempio, una caramella ogni tanto) che provocano contrazioni e stimolazioni dell’utero, e possono rivelarsi tossiche per il bambino.

Anche con il  è fortemente raccomandato di non esagerare poiché contiene caffeina che, come afferma Alfredo Vannacci, professore di farmacologia all’Università di Firenze ed esperto di fitoterapia e fitovigilanza, passa la placenta e arriva al feto, con possibili effetti a livello dell’attività cardiovascolare.

Infine è sconsigliato bere tisane e infusi se non se ne conosce la provenienza (ad esempio le piante medicinali provenienti da paesi extraeuropei come Cina, India, Africa o Sud America che spesso mancano di dettagli sulle preparazioni e di dati sulla loro sicurezza) o gli ingredienti precisi (da evitare le bevande offerte in centri benessere che spesso contengono un mix di erbe differenti) e prediligere il miele allo zucchero bianco.

Ad ogni modo, le informazioni riportate in questo articolo non vogliono e non devono sostituire il consulto di specialisti.

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