Vertenze al datore di lavoro tramite patrocinio gratuito

La vertenza lavoro, denominata anche denuncia di controversia, è una specifica modalità con cui il lavoratore rivendica, nei confronti del datore di lavoro, la tutela e la reintegrazione dei suoi diritti derivanti dal contratto lavorativo stipulato tra le parti.

I principali motivi per cui promuovere una vertenza al datore di lavoro sono:

  • Differenze retributive.
  • Mancato godimento di ferie e permessi.
  • Mancato riconoscimento delle indennità relative alla malattia e all’infortunio.
  • Mancato riconoscimento dell’indennità relativa alla maternità.
  • Impugnazione licenziamento.
  • Mancato pagamento dell’indennità di preavviso.
  • Mancato pagamento del TFR.
  • Licenziamento durante il periodo di prova.
  • Disconoscimento rapporto di collaborazione coordinata e continuativa a progetto.
  • Impugnazione tempo determinato.

La controversia lavoro, può essere svolta sia durante il rapporto lavorativo che alla cessazione di quest’ultimo. Il lavoratore, prima di ricorrere in giudizio, con essa sollecita il proprio datore di lavoro per il riconoscimento di quanto richiesto.

Nel caso in cui le parti non raggiungano la conciliazione, sarà il lavoratore ad agire legalmente per il riconoscimento dei suoi diritti: qui entra in campo il gratuito patrocinio.

Il gratuito patrocinio, è consentito per ogni caso particolare e per ogni grado di giudizio. È il più valido aiuto nei confronti di chi non ha la possibilità economica per far fronte a spese legali ed ha urgente necessità di una tipologia di processo.

Come richiedere il patrocinio gratuito per una controversia.

Ci sono diverse modalità per accedere all’agevolazione del gratuito patrocinio per una vertenza al datore di lavoro a spese dello Stato è possibile inviare la richiesta all’organo competente tramite varie procedure:

  1. Presenta un’istanza scritta all’Ordine competente degli Avvocati della tua città di residenza.
  2. Poni al suo interno la richiesta di ammissione al gratuito patrocino per vertenza lavoro ed indica il numero di ruolo del processo, se è già in corso.
  3. Inserisci i tuoi dati anagrafici e il codice fiscale.
  4. Allega l’attestazione del reddito annuo con la dichiarazione sostitutiva di certificazione ai sensi del D.p.r. n. 445/2000.
  5. Allega una dichiarazione di impegno a comunicare qualsiasi variazione di reddito: questo perché avrai diritto a questo servizio, solamente se il tuo reddito è al di sotto di un valore prestabilito.
  6. Inserisci una copia fronte retro del tuo documento d’identità, che sia ovviamente in corso di validità.
  7. Sottoscrivi la richiesta se è a nome tuo, altrimenti a nome di chi la sta richiedendo.

Solitamente, dopo 10 giorni circa dalla ricezione della richiesta da parte dell’Ordine competente degli Avvocati, avrai la risposta e saprai quindi se ti è concesso il gratuito patrocinio per la controversia al datore di lavoro.

In questo lasso di tempo, verrà verificato che tutti i requisiti siano stati rispettati e che il lavoratore rientri nei canoni prestabiliti per accedere a questa agevolazione giuridica.

Limite di reddito e revoca del patrocinio gratuito

Il gratuito patrocinio per la vertenza di lavoro, come abbiamo già accennato, è soggetto ad una specifica condizione di reddito: il valore fissato da non superare è di 11.746,68 euro.

Viene calcolato in base a precisi parametri dell’articolo 76 del Testo Unico: in materia di spese di giustizia, se il lavoratore convive ancora con il nucleo familiare, il conteggio sarà costituito dalla somma dei redditi conseguiti nel medesimo periodo da ogni componente della famiglia compreso l’istante.

È importante sapere perciò, chi può presentare l’istanza per il gratuito patrocinio per la controversia al datore di lavoro:

  • Cittadini italiani o di uno Stato membro dell’Unione Europea.
  • Cittadini extracomunitari con permesso di soggiorno valido al momento in cui sorge o si verifica il fatto oggetto del giudizio da instaurare.
  • Apolidi residenti in Italia.
  • Enti o Associazioni che non perseguono scopi di lucro e non esercitano un’attività economica.

Dopo l’approvazione della richiesta, interverrà in supervisione l’Agenzia delle Entrate. Quest’ultima verificherà l’esatto ammontare del reddito auto-dichiarato dal lavoratore: è quindi di vitale importanza, dichiarare con precisione e veridicità l’importo nella compilazione della domanda.

Il provvedimento di ammissione al gratuito patrocinio può anche essere revocato:

  • Se nel corso del processo le condizioni reddituali sono cambiate.
  • Se risulta, durante l’ammissione provvisoria, l’insussistenza dei presupposti per procedere.
  • Se il lavoratore ha agito o resistito in giudizio con malafede o colpa grave.

Lascia un commento